Rubens e i fiamminghi
Il maestro, il suo atelier e il suo mondo
Con la settima grande mostra organizzata dal Comune di Como in collaborazione con importanti istituzioni museali europee, il percorso degli eventi d’arte a Villa Olmo punta per la prima volta i riflettori, dopo sei mostre dedicate ai maestri dell’Ottocento e del Novecento, sull’arte del Seicento e in particolare su un maestro assoluto della luce e del colore, nonché un fato di tutta la pittura europea come Pieter Paul Rubens, con la prodigiosa forza di seduzione che si sprigiona dalle sue visioni e nutre la straordinaria esperienza dell’epoca d’oro del barocco fiammingo. La mostra permette di conoscere da vicino i temi caratteristici della pittura di Rubens, come i soggetti sacri, i riferimenti alla storia e al mito, attraverso 25 capolavori provenienti dalla Gemäldegalerie dell’Accademia di Belle Arti, dal Liechtenstein Museum e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna. Accompagnano i dipinti del maestro di Anversa esposte a Villa Olmo 40 opere di pittori fiamminghi del Seicento tra i quali Anton Van Dyck, Jacob Jordaens, Gaspar de Crayer, Pieter Boel, Cornelis de Vos, Theodor Thulden.
I
maestri fiamminghi
Accanto a questi capolavori di Rubens, la
mostra di Villa Olmo propone 40 tele realizzate da pittori fiamminghi
della sua cerchia, in particolare di Anton Van Dyck, amico del maestro e
certamente l’allievo di maggior talento – di cui è presente, tra gli
altri, il famoso Autoritratto giovanile e lo splendido Ritratto in armi
del giovane principe - oltre che opere di Jacob Jordaens, Gaspar de
Crayer e Theodor Thulden.
Tra i fiamminghi spiccano, per particolare
pregio e minuzia del dettaglio, le nature morte di Pieter Boel, Jan Fyt
e Jan De Heem in cui è possibile incontrare quella commistione di
naturalismo, esotismo e artificialità tipica delle raccolte nobiliari
delle kunstkammern tanto di moda nei Paesi Bassi del XVII secolo. È il
caso di Natura morta con mappamondo, tappeto e cacatua di Pieter Boel o
Natura morta con frutta e scimmia di Jan Fyt o ancora la sontuosa Natura
morta con pappagallo di Jan Davidsz de Heem. Una variante della natura
morta, molto apprezzata nelle Fiandre intorno alla metà del Seicento è
quella delle scene di cacciagione, ben rappresentate in mostra da opere
come Il pavone bianco di Jan Weenix (1693), o le due Natura morta con
cacciagione, rispettivamente di Jan Fyt e Melchior Hondecoeter.





















































