L'abbraccio di Vienna
Klimt, Schiele e i capolavori del Belvedere
L’abbraccio di Vienna è un grande affresco dell’arte mitteleuropea e una finestra sull’arte della capitale austro ungarica fin de siècle.
In collaborazione con il Museo Belvedere di Vienna, raccoglie ottanta opere in grado di ripercorrere la genesi dell’arte dell’Ottocento e del Novecento, partendo dal Barocco, passando per la Belle Époque, per il Biedermeier, fino a giungere alla Secessione e al primo Espressionismo.
Il percorso espositivo parte dalle opere delle collezioni di pittura Barocca del Belvedere, come i capolavori a sfondo religioso o mitologico di Paul Troger o i ritratti di rappresentanza di Martin Van Meytens, fino alle virtuosistiche e grottesche teste di carattere dello scultore Franz Xaver Messerschmidt. Nello sviluppo cronologico delle sale, due sono dedicate alle sezioni Viaggio in Italia, con le rappresentazioni di gusto romantico di città come Roma o Napoli e Donne in cui la figura femminile incarna l’ideale di bellezza sia come madre sia come femme fatale, come nei quadri di Johann Baptist Reiter. Ampio spazio è dedicato al profondo segno lasciato nell’arte del Novecento dalla Secessione Viennese, gruppo di raffinati ed inquieti artisti Jugendstil tra cui Klimt, in mostra con diverse opere come Dopo la pioggia, Castello di Kammer sul lago Atter o lo splendido ritratto di Johanna Staude, dipinto tra il 1917 e il 1918.
Oltre ad opere di esponenti di rilievo della Secessione come Koloman Moser e Otto Friedrich, sono esposti a Villa Olmo alcuni capolavori assoluti di Oskar Kokoschka ed Egon Schiele, il cui splendido e terribile Abbraccio è simbolo - e titolo - dell’esposizione.














